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      Anche per il Veneto un Protocollo d’intesa per le pari opportunità e contro le discriminazioni tra Direzione regionale del lavoro e Consigliera di parità
      [Comunicato del 6 luglio 2009]

      La Direzione regionale del lavoro e la Consigliera di parità del Veneto, con il Protocollo d’intesa sottoscritto il 30 giugno scorso, asssumono formalmente l’impegno “a porre in essere ogni iniziativa utile a favorire la piena applicazione della normativa in materia di parità e di pari opportunità tra uomo e donna ed a prevenire e rimuovere ogni forma di discriminazione fondata sul sesso”.
      Dopo aver richiamato, nelle premesse, le rispettive competenze istituzionali in queste materie, il Protocollo riprende buona parte dei contenuti dell’intesa nazionale del 25 giugno 2007 tra le Direzioni generali del Ministero del Lavoro (per le Attività ispettive e del Mercato del lavoro) e la Rete nazionale delle consigliere e dei consiglieri di parità.
      Secondo la Consigliera regionale di parità Lucia Basso “il fatto stesso che il Protocollo si richiami a precise disposizioni preesistenti ed ai compiti istituzionali delle parti contraenti, che sono obbligatori per se stessi, rafforza la necessità di uscire al più presto dalla fase delle enunciazioni di principio e di dare vita ad un programma immediatamente operativo in cui siano fissate iniziative e scadenze concrete. Non a caso il dovere di informazione e la tempestività di intervento da parte della Direzione del lavoro costituiscono l’oggetto specifico di un articolo dell’accordo”.
      Oltre ad intervenire tempestivamente a seguito delle denuncie e delle altre segnalazioni delle consigliere di parità (regionale e provinciali) le Direzioni del lavoro regionali e provinciali si impegnano a fornire i dati generali e statistici inerenti situazioni di discriminazioni accertate nel corso dei controlli ispettivi ed a favorire il coordinamento fra la rispettive attività, lo scambio di informazioni, la partecipazione ad attività di studio e di approfondimento.
      Per esaminare casi singoli di comune interesse, elaborare modalità di intervento efficaci per la loro soluzione e definire strumenti e procedure per una migliore comunicazione sono previsti incontri specifici, mentre riunioni periodiche saranno dedicate all’analisi, verifica e monitoraggio di vari aspetti della materia, a partire dalle condizioni di parità nei luoghi di lavoro.
      “Aver sottoscritto il Protocollo – conclude la Consigliera Basso – costituisce un fatto importante, ma non dobbiamo illuderci che la concreta ed efficace attuazione degli impegni assunti si produca in modo spontaneo ed automatico. Anche per un accordo vale quello che l’esperienza ci insegna per le stesse leggi: non è sufficiente che siano pubblicate nella Gazzetta Ufficiale perché diritti ed altri benefici divengano patrimonio effettivo dei loro destinatari, specialmente quando si tratta di soggetti deboli, come sono le donne. Infatti, nonostante la comune volontà ed i precisi impegni assunti dalle parti, sono sempre in agguanto ostacoli, lentezze e ritardi, anche quando ad operare sono organismi pubblici. Dobbiamo essere sempre consapevoli che non si tratti di un punto di arrivo definitivo o che il più sia stato fatto. Soltanto se non verrà meno il nostro impegno quotidiano potranno essere raggiunti i risultati attesi”.

      Protocollo d'intesa

        Oggi è Domenica 5 Settembre 2010

      RAPPORTO SULLA SITUAZIONE
      DEL PERSONALE
      Rapporto art. 46 del Codice delle pari opportunità
      (già art. 9 Legge 125/1991)
      AZIONI POSITIVE
      PER LE PARI OPPORTUNITÀ
      A PORTATA DI MANO
      CONCILIAZIONE
      FRA LAVORO E FAMIGLIA

      TUTELA DELLA DIGNITÀ
      DI UOMINI E DONNE
      NEL LAVORO
      DISCRIMINAZIONE DI GENERE
      SUL LAVORO
      2007 ANNO EUROPEO
      DELLE PARI OPPORTUNITÀ
      PER TUTTI